parole, ma non troppe

Le mie opere sono ciò che di più spontaneo mi caratterizza. Sono la sincerità che talvolta dimentico nei rapporti con le persone, sono un’esplosione di energia ma anche un inno alla solitudine, poiché la mia solitudine si riempie di colori e la cerco e la pretendo proprio perché per me star da sola significa creare e dar sfogo a quella parte che attraverso la mia personalità non sempre riesce a emergere. Si tratta di una parte più irruente, meno discreta-gentile-accomodante e indubbiamente più autentica: è l’essere che si contrappone al dover essere. È una parte molto interna che cerca di sottrarsi il più possibile ai condizionamenti esterni, ai concetti, alle seghe mentali. Non vuole risultare provocatoria o forzatamente contro tendenza, semplicemente onesta e immune alle leggi del mercato o della notorietà incondizionata.
L’elemento concettuale è l’input per molte mie creazioni, ma spesso nel processo creativo viene dimenticato per lasciar spazio alla ricerca di un piacere puramente estetico o ad un divertimento. Ecco perché il mio Piccolo atlante delle malattie (2011) somiglia piuttosto a un’enciclopedia di fiori tropicali. Ho citato questa mia opera in quanto rappresentativa del grande interesse che nutro nei confronti della medicina. Dedico parecchio tempo allo studio delle patologie, intese soprattutto come drammatica trasformazione dei corpi, e ne rappresento sintomi o risvolti psicologici. Credo siano state le patologie ad avermi portata all’idea del dondolo e quindi all’immagine di quel costante stato di precarietà e di alternanza continua tra benessere e malessere caratteristico di ogni essere umano. Consapevole del privilegio che ho oggi di avere il mio corpo come amico e alleato, lo sfrutto al massimo per dar forma a temi forti attraverso un immaginario e una manualità che richiamano il mondo dell’infanzia o il concetto di art brut.

chi sono - who I am

Mi chiamo Carlotta e sono nata a Losanna il 1 febbraio 1988. Dopo gli anni d’infanzia e adolescenza trascorsi a Lugano (dove ho conseguito la maturità al liceo scientifico), mi sono trasferita a Milano per frequentare la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) e in seguito a Venezia, dove vivo tutt'ora e seguo il biennio specialistico di Decorazione. 
 L’amore per l'arte mi accompagna sin da quando ero bambina e ancor oggi prevale sulle altre mie passioni, come quella per l’ambito sociale. Ho provato in diversi casi a combinare i due campi d’interesse, raccogliendo esperienze che mi hanno molto arricchita, come l’avventura in Kenya (dove ho organizzato atelier creativi per bambini di ogni età) o come l’insegnamento di materie artistiche ai ragazzi delle scuole medie del Canton Ticino.
Oggi sento che la mia esigenza più grande è quella di rendere pubblica la mia produzione artistica, che comprende soprattutto illustrazioni e sculture, ma anche gioielli, accessori, capi d’abbigliamento e oggetti d’arredo. 
 In tutti i miei lavori la protagonista è Guendi che, nata come corvo-ballerina in forma scultorea, con il tempo ha invaso le mie illustrazioni e subito varie trasformazioni. Il suo volto inespressivo le permette di impersonare figure diverse, maschili o femminili, animali o vegetali, acquatiche o terrestri, a dondolo, rotanti o saltellanti, imponenti o minuscole, serene o tristi, kitsch o decadenti, divertenti o inquietanti ... ma quasi sempre coloratissime.
Oltre a partecipare a vari mercatini (soprattutto in Svizzera), vendo i miei prodotti presso il negozio Nerodiseppia (calle Larga dei Bari, Santa Croce 968, 30135 Venezia) e tramite il mio piccolo negozio online www.coloridiguendi.com.

 

My name is Carlotta and I was born in Lausanne on February 1st, 1988. After spending my childhood and adolescence in Lugano (where I attended a scientific high school), I moved to Milan in order to attend the Nuova Accademia di Belle Arti (NABA). I am now in Venice, where I am pursuing a biennial specialisation in Decoration.
Since I was a child my love for art has been an important part of me, and to this day it prevails upon other passions of mine, such as my involvement in social projects. On several occasions I have managed to combine these two interests: a good example is my adventure in Kenya, where I organized creative ateliers for kids of all ages; another is my engagement as an art teacher for middle school kids in Ticino, Switzerland.
My strongest desire at this point in time is to make public my artistic production, that mainly comprises illustrations and sculptures, but also includes jewels, accessories, items of clothing and decorative objects.
The central figure in all of my creations in Guendi. Born as a sculpted figure, half raven half ballerina, she progressively invaded my illustrations, whilst at the same time undergoing several transformations. Her expressionless face allows her to embody different figures, male or female, animal or vegetable, terrestrial or aquatic, rocking, rolling or bouncing, huge or tiny, serene or sad, kitsch or decadent, funny or scary… but almost always very colourful.
In addition to participating in various markets (especially in Switzerland), I sell my products at the store Nerodiseppia (calle Larga dei Bari, Santa Croce 968, 30135 Venice) and through my little shop online www.coloridiguendi.com.

il mio lavoro - my work


All’origine della mia produzione artistica e artigianale c’è Guendi, un corvo con il corpo di ballerina che siede sul suo trono rosa. È nata nel 2010 grazie alla mia passione per il Circo di Calder. Vedendo i suoi curiosi personaggi semoventi ho avuto la tentazione di dar vita a una scultura. Inizialmente pensai di realizzare un’arpia (figura che appare nel canto XIII dell’Inferno dantesco, quello in cui sono narrate le pene inflitte ai suicidi). In seguito però, la possibilità di creare un nuovo ibrido ha prevalso sugli intenti iniziali, ed è così che la mia ballerina ha preso vita.
Credo che ormai nessuna delle persone che mi circonda pensi a lei unicamente come presenza scultorea, ed è stata proprio la vitalità che la avvolge a farmi pensare di renderla protagonista delle mie illustrazioni e compagna delle mie avventure. Il suo volto anonimo e inespressivo si adatta a qualunque corpo e circostanza ed è per questo che, ormai da qualche tempo, indossa le vesti di personaggi diversi e si muove in svariati ambienti.
Trascorsa l’estate del 2011 ho pensato che Guendi dovesse diventare un po’ più invadente, perciò ho iniziato a produrre manufatti con la sua rappresentazione da proporre ai mercatini dell’artigianato. In un primo momento ho dipinto la sua immagine sulle cornici di alcuni specchi e l’ho ricamata su varie magliette. L’aspetto manuale era però assai ridotto e questo contrastava con il mio proposito di creare un oggetto d’uso dal nulla sul quale poi apporre la sua illustrazione. A seguito di questa riflessione ho quindi iniziato a creare gioielli e spille interamente a mano usando materiali riciclati, stoffa, carta, perline, fil di ferro e pittura ad olio o acrilica. Tante volte è il materiale che ho a disposizione a darmi l’ispirazione per una nuova creazione, anzichè essere quest’ultima ad esigere determinati elementi di base; nella maggior parte dei casi infatti, non progetto il mio prodotto, ma lascio che nasca dalla semplice manualità e dal mio gusto. Questo a volte prolunga i tempi di produzione poichè, non avendo un obiettivo ben definito, il lavoro è da considerare concluso unicamente quando l’oggetto mi soddisfa, e non sono rari quei casi in cui i ritocchi finali mi impegnano per svariate ore. Ciò avviene anche perchè il mio motore della fantasia lavora sempre a pieno regime e quindi le idee si accumulano, si sovrappongono e si contrastano continuamente.
Il mio lavoro è in continuo mutamento e sempre alla ricerca di nuovi spunti, tanto che a volte mi capita di avere periodi di evoluzione rapidissima e questo mi porta a svalutare prodotti nati magari anche solo un mese prima. L’importante è riuscire a prendere tutto ciò come uno stimolo a procedere senza soffermarmi eccessivamente a pensare. Il troppo rimuginare mi porta a fossilizzarmi e non è sano per la mia produzione che vuole essere spontanea e molto legata all’emozione del momento. Per me il lavoro manuale è puro piacere e non vorrei inquinarlo con troppe riflessioni. La mia gioia più grande deriva proprio dal fatto di poter produrre in totale libertà.



Guendi is at the origin of my artistic and craft production, a crow with a ballerina’s body, seated on her pink throne. She was born in 2010 thanks to my passion for Calder’s Circus. Upon seeing his curious moving characters I was inspired to attempt to give life to a statue.
I initially thought of creating a harpy (a figure that appears in the XIII “canto” of Dante’s Inferno, the one where the punishments for suicide are depicted), but I subsequently was drawn to the possibility of creating a new hybrid, and thus my ballerina came to life.
None of the people that surround me thinks of her as a mere sculpture, and it was indeed the vitality that envelops her that lead me to make her the protagonist of my illustrations and companion of my adventures. Her anonymous and expressionless face adapts to any circumstance and to any body; indeed, since some time now, she has been appearing as different characters in various settings.
Following the summer of 2011 I thought that Guendi should become more invasive, and for this reason I started producing artifacts representing her to bring to craft markets. I initially painted her image on the frame of some mirrors and I also embroided it on various T-shirts. The manual component of these creations was limited, and this went against my intention to create a useful object from scratch, upon which her image should be represented. Following this line of thought, I subsequently started creating jewellery and brooches entirely by hand, using recycled materials, cloth, paper, beads, wire and oil or acrylic paint. Many times it is the material that I have which gives me the inspiration for a new creation, instead the latter’s requirements determining which basic elements are necessary; in most cases, in fact, I don’t project my product, but I let it arise through simple handling and according to my taste. This sometimes extends production time because, not having a well-defined objective, the work is considered completed only when the object satisfies me, and often the finishing touches engage me for hours. Another reason why this happens is that my imagination is always working at full capacity and thus my ideas accumulate, overlapping and continuously contrasting.
My work is always changing and perpetually looking for new inspiration; this sometimes causes me to have periods of rapid evolution which then bring me to devalue products created as little as a month earlier. What’s important is to take this as an incentive to proceed without thinking too much. Too much brooding stops my evolution, and it is not healthy for my production that wants to be very spontaneous, linked to the emotions of the moment. For me, the manual work is pure pleasure and I don’t wish not ruin this with too many thoughts. My greatest joy comes from the fact of being able to produce in total freedom.